Messaggero Veneto

Lunedì 19 Febbraio 2018

 

Critiche dai sindacati«Una legge di bilancio con più ombre che luci»

Natalino Giacomini: non incide sui temi più importanti
Renata Della Ricca: famiglie in balia di misure una tantum
di Davide Vicedomini.

«Una legge di bilancio con più ombre che luci». È il commento di Natalino Giacomini, segretario provinciale della Cgil di Udine, «perché - sottolinea - non incide sui temi più importanti, a partire dalla previdenza. L'estensione dell'Ape social, infatti, interessa poche persone e lascia immutato l'impianto della legge Fornero, che sarebbe indispensabile rivedere anche perché ha aggravato la piaga della disoccupazione giovanile, contro la quale l'unica medicina scelta dal governo resta, invece, quella della decontribuzione».

La Cgil riconosce i parziali passi avanti sul fronte degli ammortizzatori sociali, come la possibilità di prorogare la Cigs (Cassa integrazione guadagni straordinaria) per le aziende con più di cento dipendenti e la compatibilità tra Cigs e assegno di ricollocazione.

«Ma non ci convince la decontribuzione per gli under trentacinque - esclama Giacomini -. Sia pure più selettiva rispetto al triennio 2015-2017, non è accompagnata da adeguati interventi sul riordino delle tipologie contrattuali e da una convincente strategia sulla formazione, per cui la precarietà continuerà a imperversare. Si perpetua così una politica fatta di bonus piuttosto che di interventi strutturali per ridurre la pressione fiscale sul lavoro, contrastare l'evasione e rilanciare i consumi».

Anche Renata Della Ricca, coordinatrice della Cisl di Udine, rileva che «ancora una volta le famiglie si trovano in balia di misure una tantum. Gli interventi fatti attraverso i bonus e rivolti a destinatari specifici - aggiunge - sono un indicatore di attenzione alle politiche sociali verso una popolazione differenziata e dai bisogni variegati. È, invece, necessario creare un welfare per la crescita e la competitività che affianchi le persone nei loro percorsi lavorativi. Un welfare che consenta la conciliazione famiglia lavoro, fornisca ammortizzatori sociali, faciliti la flessibilità e la mobilità».

Della Ricca si sofferma, in particolare, sul lavoro femminile. «Come Cisl - spiega - dobbiamo continuare a spenderci perché alle donne siano riconosciute pari opportunità economiche, sociali e politiche, ma anche perché vengano date effettive possibilità di conciliazione di tempi e spazi di vita e di lavoro, dalla flessibilità oraria, al part time, fino gli asili nido aziendali».

Infine Ferdinando Ceschia, segretario generale della Uil di Udine definisce la legge di bilancio 2018 un «parecchio deludente». «Tolte, infatti, le risorse volte ad evitare gli aumenti automatici dell'Iva previsti dalle clausole di salvaguardia (15,7 miliardi di Euro) - chiarisce il rappresentante sindacale -, il rimanente della manovra (4,7 miliardi di euro) è servito a far fronte all'assalto alla diligenza, alle liste della spesa, alle appetenti clientele varie che sanno bene come ci si comporta sotto elezioni. Avere stanziato 2,8 miliardi di euro per il rinnovo del contratto del pubblico impiego - prosegue Ceschia - attiene strettamente agli obblighi dello Stato quando è datore di lavoro e se ne dimentica per tanto tempo. Avere esteso a quindici categorie di lavori disagiati l'esenzione dall'aumento dell'età pensionabile dal 2019 segna un punticino nella direzione del cambio radicale necessario della legge Fornero. Gli sgravi per le assunzioni stabili a tutele crescenti, diverse tra Nord e Sud, raccontano invece una vecchia favola, mai divenuta realtà».

«Allo scadere della mezzanotte la carrozza sontuosa ridiventa sempre una zucca, come nella favola. Le risorse necessarie a dare copertura alla manovra della finanziaria saranno rese possibili solo dalla lotta all'evasione fiscale. Ai lavoratori, alle imprese, all'economia del nostro Paese occorre, senza rimandi, un'altra sintassi e un'altra morfologia», conclude lo stesso Ferdinando Ceschia.

Renata Della Ricca
Renata Della Ricca
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