Messaggero Veneto

Martedì 09 Maggio 2017

 

Incoraggiare i segnali di ripresa

Far ripartire l'economia regionale e il manifatturiero in particolare deve essere il "must" di tutti. I timidi segnali di ripresa vanno incoraggiati e sostenuti. Ci sono le premesse e le promesse per farlo. A differenza che nel passato, infatti, non si nega la gravità della situazione e si è compreso che non è per nulla "old" ritenere il manifatturiero, ovviamente rinnovato, fondamentale per l'economia nostrana.

Non è un caso che una recente e importante legge regionale si chiami proprio "Rilancimpresa". I tre assi di questa legge - semplificazione, competitività, attrattività - sono basilari e vanno concretizzati e completati attribuendo, ad esempio, più risorse per le aggregazioni di imprese e per un poderoso piano di messa in sicurezza del patrimonio abitativo privato e degli edifici pubblici, che vanno resi pure meno energivori.

La strada tracciata da "Rilancimpresa" va sgomberata dagli ostacoli. È cruciale ristrutturare il sistema delle partecipate e delle finanziarie pubbliche regionali, la cui operatività spesso è insufficiente e il cui finanziamento alle imprese è calato di molto. Decentrare alcune funzioni gestite dalla Regione per sburocratizzare un ente cresciuto troppo, perciò difficile da governare utilmente per i cittadini e le imprese. Rafforzare il sistema degli enti locali (i Comuni) profondamente penalizzato e dimagrito anche di risorse umane e professionali, oltre che di possibilità di spesa. In generale, bisogna orientare il bilancio regionale a una politica di sviluppo sostenibile che punti su imprese, lavoro, formazione e giovani ripulendolo da sprechi e inefficienze.

Bisogna anche metterlo in sicurezza dai grandi rischi derivanti dall'impegno in infrastrutture di pertinenza nazionale come la terza corsia e dalle minori disponibilità finanziarie causate da protocolli, svantaggiosi per il Fvg, sottoscritti con lo Stato. Tutto questo senza dimenticare alcuni fattori competitivi strategici per l'economia locale.

L'unicità del posizionamento del Fvg da valorizzare con un "porto regione" e un sistema ferroviario che valorizzino l'asse Adriatico-Baltico. La presenza di più università, di un buon sistema scolastico e formativo che generano quel capitale umano e professionale oggi, purtroppo, costretto a trovare lavoro fuori regione.

La sussistenza di centri di ricerca e parchi tecnologici dai quali sono auspicabili ricadute decisamente maggiori sulle imprese. L'esistenza di una forte coesione istituzionale ultimamente, però, messa duramente alla prova dalle Uti.

Infine, "last but not least", la nostra "autonomia speciale" che difesa, valorizzata ed esercitata virtuosamente può e deve fare la differenza. In meglio, ovviamente.

Roberto Muradore

Roberto Muradore
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