Conferenza organizzativa 2015

 
 

Giovedì 01 Ottobre 2015

 

Ust Udine. Largo ai delegati e spazio alle realtà locali per disegnare il futuro del sindacato. Così si riparte

Partecipazione e contratti, una riforma “dal basso”

Manifatturiero indebolito, alto ricorso alla cassa integrazione straordinaria e in deroga, una perdita di oltre 13mila occupati negli ultimi sei anni. Il quadro economico della provincia di Udine non lascia vie di scampo.

La crisi è arrivata anche in un territorio che fino a qualche anno fa era considerato “ricco”. A farne le spese molte aziende e siti produttivi, come ad esempio lo stabilimento di occhiali Safilo di Precenicco chiuso dal 2009. “La crisi e la riorganizzazione aziendale sono state per noi durissime da affrontare - mi spiega Mariagrazia Alfano, Rsu Femca - Dopo diverse battaglie lo stabilimento ha chiuso ma siamo riusciti ad utilizzare 5 anni di ammortizzatori sociali”.

Oggi Mariagrazia lavora sempre in Safilo, ma in un altro stabilimento, quello di Martignacco, sempre in provincia di Udine. L’azienda qui ha deciso di investire riconvertendo le lavorazioni e il progetto è quello di arrivare ad un vero e proprio polo produttivo. Mariagrazia mi racconta che ha deciso di diventare delegata sindacale Cisl proprio perché ha condiviso il percorso e la metodologia che la Cisl ha messo in campo per affrontare la crisi della Safilo. “In Cisl si preferisce il confronto allo scontro e questo per me è fondamentale”.

Diverso il percorso di Emanuele Bertoli, Rsu Fai al gruppo alimentare ex Delser, che oggi si chiama Quality Food Group. “Sono oltre 20 anni che svolgo attività sindacale perché per me è importante tutelare i diritti delle persone. Bisogna però avere una maggiore forza nella comunicazione e far sapere a tutti che il sindacato oltre ad essere in campo in situazioni estreme è anche promotore di accordi importanti sul territorio”.

Nella sua azienda la crisi non ha fatto danni, anzi, negli ultimi cinque anni gli occupati sono cresciti (da 160 a 200) e sono stati fatti nuovi investimenti. In provincia c’è poi un’altra realtà importante con ben 600 dipendenti, che non è molto conosciuta. Si tratta della multinazionale Luvata Italy, produttrice di scambiatori di calore che si utilizzano nei condizionatori, che ha al suo attivo ben 600 lavoratori. “La crisi ha influito, ma non tantissimo - afferma Anna Granziera, della Fim di Udine – abbiamo fatto brevi periodi di cassa integrazione, ma resistiamo”.

Alla conferenza organizzativa della Cisl di Udine molti gli interventi che si sono alternati e che hanno portato spunti di riflessione importanti. Maurizio Perazzoni, delegato Fp Cisl alla Provincia di Udine, ha sottolineato la necessità di dare maggiore attenzione ai territori, “perché - dice - ogni territorio ha la sua vita, la sua storia e non sempre riusciamo a racchiudere in un disegno nazionale tutte le particolarità che ci sono”. Perazzoni è d’accordo a spingere sulla contrattazione di secondo livello perché da voce alle caratteristiche di ogni singolo territorio.

Renata Maresia, 74 anni ex dipendente regionale, ha ancora molto da dire e da fare nonostante la sua età. “E’ importante non scordarsi degli anziani – afferma - poiché anche loro hanno bisogno di aiuto e di sostegno in una società che oggi non lascia tempo all’ascolto”. Anche per lei è fondamentale accorciare le distanze tra i vertici nazionali e i livelli territoriali per riuscire a dare più risposte agli iscritti.

La relazione del segretario generale della Cisl di Udine, Roberto Muradore, conferma tutte le necessità e le priorità individuate dai delegati. “La società è a un bivio - afferma - Da un lato c’è l’individuo da solo, dall’altro la comunità, ed è in questa comunità che il sindacato, quale corpo intermedio, deve essere presente per continuare ad aggregare”. Per Muradore “l’azione sindacale va portata avanti sicuramente nella contrattazione, che va rilanciata valorizzandone il livello aziendale e territoriale ma - sottolinea - , questa azione deve dispiegarsi in un orizzonte più ampio che sono le comunità”. E conclude: “La Cisl si deve evolvere, ma la risposta organizzativa deve mirare a rendere flessibile la struttura, a rendere il sindacato un corpo capace di reinterpretare i bisogni e rafforzare la presenza sul territorio e i processi decisionali dal basso verso l’alto”.

Il segretario confederale Luigi Sbarra ha chiuso i lavori dell’assemblea mettendo in evidenza le enormi trasformazioni che, da qualche anno interessano la società, l'economia, gli assetti istituzionali e il mondo lavoro. “In questo contesto di profondi cambiamenti dobbiamo migliorare e potenziare l'architettura della Cisl - rimarca Sbarra - orientandoci su alcune priorità: maggiore radicamento sul territorio, allargamento e aggiornamento della rappresentanza, innovazione organizzativa, rinnovamento generazionale, trasparenza. Queste sono le nostre linee guida per costruire insieme il sindacato del XXI secolo”.

Sara Martano

********************

Territorio in sofferenza ma ci sono strumenti per il rilancio

Udinese e Bassa friulana in profonda sofferenza, con il territorio che “traina” la crisi del Friuli Venezia Giulia. E’ infatti questo lembo di terra nordestina a pagare, nel contesto regionale, il prezzo più alto della crisi, in termini di lavoro e, di conseguenza, di occupazione.

Tra il 2009 ed il 2015 sono oltre 560 le imprese, del solo manifatturiero, ad essere state cancellate, con un raddoppio dei disoccupati totali (+107,8%). Numeri da capogiro se si pensa che nel periodo di riferimento, la provincia ha perso ben il 56,3% degli oltre 23mila occupati regionali e addirittura il 78,2% dei circa 12mila addetti manifatturieri estromessi dal mercato del lavoro a causa della crisi.

Crisi della manifattura e forte flessione del settore edilizio, in prima battuta, che si riflettono anche sull’andamento della cassa integrazione, che nel 2014 ha superato la soglia dei 14,1milioni di ore erogate, pari a 8mila 562 lavoratori sospesi (736 nel 2008). “Se la fiducia e l’ottimismo sono importanti in economia – commenta il segretario generale dell’Ust Cisl, Roberto Muradore – è altrettanto vero che questi non possono rimanere stati d’animo e devono basarsi su principi di realtà”.

Ad oggi la realtà è sconfortante, ma a disposizione ci sono strumenti che, se utilizzati con lungimiranza e buon senso, potrebbero determinare la ripresa e la crescita del territorio. Parliamo, ad esempio, del piano varato dalla Regione Fvg sotto il nome di Rilancimpresa. Uno strumento – questo – promosso dalla Cisl dell’Udinese e Bassa friulana, con Muradore che puntualizza: “Gli interventi e gli strumenti messi a sistema ora devono essere utilizzati per l’innovazione delle principali filiere regionali, per l’aggregazione delle imprese e per la loro crescita dimensionale, oltre che per l’internazionalizzazione e l’aumento delle capacità gestionali delle stesse pmi”.

Insomma linee guida chiare, quelle definite dal segretario, che si spinge avanti, proponendo anche alleanze sia con il sistema bancario più internazionalizzato sia con quello locale, sperimentando anche forme di partnernariato con gli istituti già presenti nei Paesi più dinamici per ricercare partner industriali e finanziari d’oltre confine. Passaggi fondamentali per ridare fiato all’economia ed anche al mondo imprenditoriale se si pensa che – e questo è uno degli indicatori della sofferenza – che la componente dei prestiti netti alle sole imprese della provincia di Udine è diminuito del 2,3%, vale a dire di circa 169 milioni.

Resta, poi, per Muradore il nodo del riordino degli strumenti finanziari pubblici regionali, come Friulia, Mediocredito e Finest. “Non possiamo permetterci di affidarci ai regali fatti spontaneamente dal mercato - afferma il sindacalista -: ora occorre fare in modo che gli strumenti ed i bracci operativi che abbiamo non drenino risorse, ma sostengano concretamente lo sforzo di ricapitalizzazione, ammodernamento ed internazionalizzazione del sistema manifatturiero locale”.

Un manifatturiero “storico”, perfettamente integrato con il territorio, da sempre virtuoso con aziende leader nel loro settore - solo per fare qualche esempio, Mangiarotti, Caffaro, Danieli e Abs, le varie acciaierie, la Faber, la Calligas per il legno - e maestranze altamente qualificate.

Mariateresa Bazzaro

UST CISL Udine
UST CISL Udine
Roberto Muradore
Roberto Muradore
Renata Della Ricca
Renata Della Ricca
Paolo Mason
Paolo Mason

altre risorse: